lunedì 12 gennaio 2009

La vita dovrebbe essere vissuta al contrario. Tanto per cominciare si dovrebbe iniziare morendo, e così tricchete tracchete il trauma è bello che superato. Quindi ti svegli in un letto di ospedale e apprezzi il fatto che vai migliorando giorno dopo giorno. Poi ti dimettono perché stai bene e la prima cosa che fai è andare in posta a ritirare la tua pensione e te la godi al meglio. Col passare del tempo le tue forze aumentano, il tuo fisico migliora, le rughe scompaiono.Poi inizi a lavorare e il primo giorno ti regalano un orologio d'oro. Lavori quarant'anni finché non sei così giovane da sfruttare adeguatamente il ritiro dalla vita lavorativa. Quindi vai di festino in festino, bevi, giochi, fai sesso e ti prepari per iniziare a studiare. Poi inizi la scuola, giochi con gli amici, senza alcun tipo di obblighi e responsabilità, finché non sei bebé. Quando sei sufficientemente piccolo, ti infili in un posto che ormai dovresti conoscere molto bene. Gli ultimi nove mesi te li passi flottando tranquillo e sereno, in un posto riscaldato con room service e tanto affetto, senza che nessuno ti rompa i coglioni. E alla fine abbandoni questo mondo in un orgasmo.
Woody Allen

Chissà,forse così sarebbe troppo facile. Forse così le persone non imparerebbero un ciufolo di niente,perchè
sarebbe come limitare gli errori,evitare di farsi male,forse.
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Anche se con un giorno di ritardo,Addio Faber.
Dieci anni dalla morte di un poeta e di un genio. Anzi no,lui era di più.

mercoledì 12 novembre 2008

Lasciamo stare il fatto che non so con quale faccia tosta venga a riaggiornare sto blog dopo 4 mesi,e lasciamo stare che fa un freddo da polo nord (ma la sottoscritta è una donnina pigra e non si scomoda a mettersi un'altra felpa,che ne ho già tre e non vorrei rischiare di sembrare l'omino della michelin) e per un momento lasciamo stare anche l'imminente compito di storia su capitoli a me sconosciuti (e non è esattamente una buona cosa),lasciamo perdere tutto questo per un momento,perchè da oggi,e dico da oggi,si cambia atteggiamento gente.

lunedì 28 luglio 2008

o1. Spegnetemi

Vorrei tanto che qualcuno mi spegnesse. Stacco la spina e magari non la riattacco più. Perchè sono tre giorni che dico penso scrivo le stesse identiche cose. E sto cominciando a darmi sui nervi. Mi piace tanto dare la colpa ai ricordi. Ma la verità è che i ricordi non vengono da soli. Vengono se li chiami. E allora ci godo proprio. Perchè sì,io li chiamo e poi mi lamento. In questi giorni sono decisamente su un mondo tutto mio. Sono al di sopra degli altri. A farmi compagnia ci sono i sogni. Sì,le mie illusioni che mi aiutano ad andare avanti. Mi fanno credere di essere quella che non sono. Qualcosa che però desidero fortemente. E ho imparato persino a non rimanerci male quando mi accorgo che la realtà è molto più amara da digerire. No.non ci rimango male. Non lo faccio perchè anche se la realtà non è come voglio io,almeno posso ritagliarmi quello spazio. Lo spazio delle mie illusioni. Dove comando io. Dove posso essere quello che voglio. Dove voi siete ancora qui. Non trovo le parole. Odio non trovare le parole. So che ci sono da qualche parte. Magari le troverò in qualche canzone. O forse per strada.Ma mi sto ancora illudendo,perchè in realtà so dove sono le parole che cerco. Sono lì. Sono lì da te. Ti ho scritto una cosa. Che quasi sicuramente non leggerai mai. Perchè la voglia di venire sotto casa tua c'è. Ma *non so se è vero amore,faccio ancora confusione*. Sì,è vero,adesso non c'era bisogno di scomodare il Liga. Neanche mi piace più di quel tanto. Ma questa volta ha fatto centro.
Basta pensare.
Mi sto odiando.